Qoelet Capitolo 13
1 La rosa ha perso i suoi petali
si è spezzata la briglia del cavallo
ed ora fugge via da te.
2 Gira a vuoto la chiave nella serratura
non si potrà né uscire né entrare.
Si è versata la brocca dell’olio
mentre il vento soffia la farina sulla strada.
3 Si son seccate le radici della palma
mentre cercavano la vena delle acque.
Vanità delle vanità dice Qoelet
e tutto è vanità.
4 Lo stolto ed il saggio hanno la stessa sete.
Entrambi hanno generato figli
che ora sono lontani:
ora che la fiamma della lucerna è tenue
e consumato il crine del giaciglio
ora che la tegola non è al suo posto
ed il tarlo ha corroso il carro.
5 Lo stolto ed il saggio hanno le stesse lacrime
lo stesso fastidio per i rumori della festa:
passi di danza, voci di musica
che illude solo chi ancora non sa il pianto.
6 Lo stolto rimpiange le bevute
e le risate grasse degli amici
il saggio medita la vanità e l’inganno
e l’illusione
guardando l’impronta del sandalo segnata sulla polvere:
traccia di un passo breve
e svelto e inconsapevole
che parla di qualcuno che è passato.
7 Non c’è virtù né colpa in questo andare,
in questa polvere segnata da chi va, chissà poi dove.
8 Quando tutto sarà capovolto
la verità ingoiata dal dubbio
e la menzogna proclamata in piazza
lo stolto pascerà la sua stoltezza
mungerà la capra che ha allevato
e gusterà il latte della propria stupidità.
Vanità delle vanità dice Qoelet
e tutto è vanità.
9 Sento pesante il fiato
e manca l’appetito
mentre il cavallo torna alla stalla ma…
è troppo tardi.
Scesa è la notte e con essa
il tempo del riposo
Mentre il ricordo e lo sbadiglio
Si sposano nella penombra
10 Il gufo guarda ciò che tu non vedi
e che mai vedrai
apprezza l’avvoltoio la carogna abbandonata
mentre un bambino parla con la luna
torna la lepre seguendo il suo sentiero.
11 Ogni cosa segue la sua traccia.
Vanità delle vanità dice Qoelet
e tutto è vanità.