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Scritto da Francesco Murana
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giovedě 13 dicembre 2007 |
Ho strisciato in opaco tormentoSu binari di neve e durezza, Dignità e tenerezza le ho perse nel ventoTra cadaveri a mucchi, come fosse immondezzaHo danzato di freddo e doloreSono goccia sospesa, irreale, di febbre e di orrore.Disperato è il mio tempo e il mio piantoDilaniati il mio amore, i miei affetti,Solo copie deformi di uomini affianco,Rassomigliano al ghiaccio che pende dai tetti.Sono pustole e pus, sono “piaghe e dintorni”Sono pezzi di legna in attesa di entrare nei forni.I miei occhiali li indossa la morteMa io vedo lo stesso questa vita imprevistaArrivati all’inferno staremo alle porteAspettando che arrivi la bestia nazista:Ci dovranno leccare di dosso lo sporco e il tremoreGrazie a loro son puzza arrogante di sterco e sudore.All’inizio ho provato ad odiareOra ho perso anche quei sentimentiChe ti spingono contro, a lottare…Quelle forze le ho perse coi denti.Sono spento ed assente, sono solo un rottameSono già putrefatto e la pelle sembra fatta di squame.Vorrei solo fuggire da qui.Scappare da te, da me stesso…Sognare una vita… pensarla così:Di amici, di casa, di ombrelli all’ingresso,Di terra, lavoro, di luci, di odor di pulito,Di libri, di sguardi, di scelte, di prezzo per… un nuovo vestito.Riavrò mai un tempo per… sorridere?
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Ultimo aggiornamento ( giovedě 13 dicembre 2007 )
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