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Diario di un prete - Diario Anno 2009

 Nello scorso Diario ho raccontato del mio incidente all’occhio, delle sensazioni e delle conseguenze. L’ultima conseguenza (ma anche la più necessaria) è che sono finito in Ospedale, al S. Francesco di Nuoro. Manco a dirlo, Reparto di Oculistica. Operato seduta stante.

Sono stato ricoverato in Reparto per 22 giorni ed ho incontrato una barca di persone e situazioni. Anche se con un occhio solo -è il caso di dire che- ne ho "viste di tutti i colori": una sera è arrivato –urgente- un signore che, in entrambi gli occhi, anziché collirio s’era messo… Attack…

È incredibile quanta gente si fa male agli occhi: ho poi notato che gli incidenti accadono più all’occhio destro che al sinistro.

È capitato più di una volta che la sera, passeggiando in corridoio, avanti e indietro -come si fa in galera- vedevo i compagni di ricovero tutti bendati a destra: la sagra dei pirati col destro "sinistrato"…

Stare in Ospedale non è bello ed allora è necessario che ci sia un clima che sia capace di smorzare la frustrazione del ricovero, della sofferenza, l’intralcio di cannule capricciose che escono di vena… e vai con l’ennesimo buco e le braccia "leopardate" di lividi…

E il tempo che non passa mai.

E i medici che ti frugano l’occhio con quelle macchine meravigliose (Dio dia il Paradiso a chi le ha inventate) ma che sono pur sempre invadenti… Poi io… che una volta soltanto ho provato a mettere le lenti a contatto e che non riuscivo più a toglierle e che, dopo due giorni di tentativi falliti per toglierle, avevo gli occhi che sembravo un gecco con la congiuntivite. Gli occhi… che anche il collirio mi dava fastidio.

In questi mesi ho dovuto imparare (con scarsi successi per la verità) a spalancare l’occhio e a obbedire e finanche a subire il contatto fisico con lenti che frugano il mio danno… e temporali di collirio e pomate a tutte le ore…

Dietro tutto questo c’è un mondo silenzioso di ricercatori che stanno studiando oggi per i danni di domani; ci sono Primari e squadre di Medici, di Specialisti e Specializzati che ogni giorno e a tutte le ore sono pronti a intervenire e intervengono.

Sentiamo –purtroppo spesso- parlare di malasanità e non sono certo io in grado di sminuire la gravità di situazioni che sfociano in decessi o errori inaccettabili.

Ma che non ci capiti di dimenticare l’esercito silenzioso di Medici, Anestesisti, Chirurghi, Infermieri, Operatori Sanitari, Volontari delle Ambulanze che si prendono cura dei nostri guai.

Anche se con un occhio solo ho però Visto molto in quei 22 giorni: il Primario, Dott. Alain Serru, non avere orari, stanco e ancora lì a visitare.

Il Dott: Michele Loi smontante dalla notte. Era suo diritto andarsene a casa a dormire: rimanere invece a fare i Doppler...

Ho Visto un Cast di Medici collaborare non in competizione tra loro.

Li rassomiglio alle dita di una mano: ognuno se stesso: pollice, medio, mignolo, anulare, indice; ma pronti a formare un pugno per affrontare l’ennesima emergenza: la mia.

Non è mio stile fare retorica e se soltanto ne sento l’odore entro in disagio ma –quello che è giusto- è mio dovere dirlo: non ho avuto altre sofferenze se non quelle legate alla mia patologia nei 22 giorni di ricovero al Reparto di Oculistica del S. Francesco di Nuoro.

Un GRAZIE agli Infermieri e alle Infermiere per la gentilezza e la Professionalità.

GRAZIE al Personale che curava l’igiene delle nostre stanze e dei bagni.

GRAZIE alle simpatiche e umanissime Dottoresse che –con pazienza- mi hanno visitato.

Un GRAZIE speciale a Dottor Alain Serru e Dottor Michele Lai.

Siete tutti nel mio cuore e nelle mie preghiere.

GRAZIE a Suor Elvira Zara che mi ha portato a Nuoro.

Grazie a tutti quelli che, nella Sanità, fanno il loro dovere.

 

 
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