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Ulisse

Ho visto luoghi stupendi nel mio vagare

Persone e case che ti s’impigliano dentro al cuore,

Sono i momenti in cui sento il peso di questo andare

Dell’inquietudine che ora mi scuote come un dolore.

Io guardo intorno la gente che ama quello che ha;

Chiama per nome animali e fiori, sorgenti e sassi:

Nella fatica di quel sudore la libertà

Di un’esistenza vissuta tutta in quei pochi passi.

Ma ora devo andare

Si, devo andare

Io devo andare…

Io nei polmoni ho l’odore grasso della mia nave,

Le mani e i calli che ormai combaciano col timone

Ho questa vita che sembra un uscio senza la chiave,

Ho questa forza che sfida l’odio di Poseidone.

Davanti al sole che vedo nero come in eclisse

Passo alla storia per la mia astuzia di vecchia volpe;

L’ammirazione che ormai circonda "l’eroe Ulisse"

Non colma il vuoto (solo a me noto) delle mie colpe.

Ma ora devo andare

Si, devo andare

Io devo andare…

Ho visto luoghi stupendi nel mio andare

Ma li ho lasciati cercando l’anima delle cose,

Sono rimasto sospeso e solo tra terra e mare

E troppe volte ho vinto le spine e perso le rose…

 

Chissà se è vero che sugli errori c’è poi lo sconto

Chissà se è vero che poi domani noi ci saremo

Il mio timone senza timore punta il tramonto

Colonne d’Ercole nella coscienza di Polifemo.

Ma ora devo andare

Si, devo andare

Io devo andare…

Vedrò in mio figlio tutto il futuro che ho perduto?

Vedo in Penelope solo la pena del presente…

Potrò raccogliere anche i ricordi in quel saluto

Tutto in quell’attimo che si affatica a cercare il niente?

E anche l’affetto del vecchio Argo l’ho ormai perduto

In quel suo slancio di fedeltà da gran finale,

Mi opprime il dubbio di non capire ciò che ho vissuto

E l’incertezza se ciò che ho fatto… l’ho fatto male.

Ma ora devo andare

Si, devo andare

io devo andare.

Mi chiamo Ulisse e almeno questo io l’ho imparato

E sono il padre di quel cavallo che fu un inganno

Ho vinto sempre secondo l’etica di chi è armato

E ho sempre perso guardando ai battiti del mio affanno.

Sfidare dei o ciclopi è un guizzo giovanile

Vincere è un sogno che poi da vecchio ti abbandona

Sarà la ruga in più che mi disegna un volto gentile

Sarà che scopro che pure gli altri sono persona.

Ma ora devo andare

Già vedo un altro mare

che non mi sa fermare.

 

 

 

 

 


 

 
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