|
Pubblicato su "L'Arborense" n° 42. 02 dicembre 2007 Non riesco a tenere aperti gli occhi dal sonno, caro diario, ma non voglio tradirti e quindi eccomi a te. Ero a cena con amici stasera e si è finiti a commentare questi nostri tempi, così bombardati di notizie che poi sono tragedie, personali, collettive, disastri che piegano intere popolazioni. È poi sopraggiunta la fatidica domanda: “Tu in quale epoca avresti voluto vivere?”. Bella domanda. Attorno ai resti di una cena, con le casse che mandano per la sala una musica giusta per un locale pubblico, tutti si gettano volentieri, e senza riserve, in questo gioco da “viaggio nel tempo”. Ed allora ecco scorrere i sogni di ognuno (i pro) accompagnate dalle puntualizzazioni delle inconvenienze (i contro). Si può cogliere in questa scelta di passato le inclinazioni personali, i gusti, i sogni; non si sa se custodia onirica di studi scolastici e letture fatte o se residui di epopee cinematografiche che si sono incollate all’immaginazione. Gettonatissimo è l’Egitto delle Piramidi: Cleopatra geroglifici e mummie. A pari merito la Roma imperiale, i banchetti, i gioielli, le ville (gli schiavi?). I più avventurosi si sarebbero volentieri imbarcati con Cristoforo Colombo, ma dai loro discorsi capisco che più che l’attraversata avventurosa e la scoperta di un nuovo Continente, delle Americhe “olfattano” le grandi opportunità economiche che quel momento offrì: “Conquistadores”. Anche se poi, al cinema, guardando un film come “Mission”, tifano per gli indios… I “sardistici” invece non hanno dubbi: non rinunciano alla Sardegna e si propongono come capi tribù Ichnos o Shardana; equamente divisi tra costruzione di nuraghi, spedizioni navali (i bronzetti lo testimoniano: erano navigatori!) e calcolo di equinozi e solstizi per nuovi pozzi sacri. Naturalmente c’è chi preferisce i Templari, per carpirne i segreti e -perché no?- i tesori occultati. Il dopo cena continua con questo andazzo: “Nessuno vuole fare il fante nella Brigata Sassari nella guerra del ‘15-18 e andare a mormorare insieme al Piave” penso tra me e me (anche se tra me e me non c’è quasi distanza…). La cosa all’inizio è anche divertente, non c’è granché di fantasia, quasi tutti svolazzano sui luoghi comuni e sulle velleità arbitrarie del momento ma è un modo come un altro per passare una serata diversa. Forse però comincia a diventare “troppo diversa”: uno, solenne e “impegnato politicamente” dice che vorrebbe andare nella Firenze del Rinascimento. “Oh! -Penso io- finalmente un viaggietto interessante…” Peccato che lo scopo del viaggio sia solo l’accertarsi di persona se davvero Leonardo da Vinci era gay… Del perché Monna Lisa sorrida non gli interessa. Qualcuna avrebbe voluto vivere alla corte di Versailles, altre non sopportano la cipria di corte ma, all'unanimità, tutti rifiutano di fare il pescatore sul fiume Okavango- in Botswana- nel 1507; o il pastore alle pendici del monte Uluru, in Australia, nel IV sec. A.C., o il conciatore di pelli in Canada nel 1816, tantomeno essere uno degli operai che –per ordine del proconsole Agrippa- nel 19 A.C., costruirono il famoso Pont du Gard, in Francia. E il Neolitico? Manco a nominarlo perché già mi guardano come uno che mena gramo. Anche nel passato si vogliono tutti ricchi, comodi e famosi. Ed io? In quale epoca mi sarebbe piaciuto vivere? Mi sa che mi tengo quella che ho (e grazie che ce l’ho), con i suoi pregi e i suoi difetti.
|