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Oggi ti racconto una storia: Era il 1930 circa, in Grecia. In uno dei Monasteri Ortodossi del Monte Athos, viveva un monaco ormai centenario: Un sant’uomo, benvoluto da tutti i monaci. Una vera istituzione: li aveva visti arrivare ad uno ad uno e tutti avevano da lui ricevuto aiuto e formazione. Ma arrivarono gli ultimi giorni anche per lui… ormai stava sempre a letto e si spegneva come una candela. I monaci lo accudivano in tutto e lui, sereno e consapevole, degradava sempre più, preparandosi con la preghiera all’incontro con il Signore. Gli altri monaci per scrupolo gli chiesero se per caso, prima di morire, avesse qualche desiderio. "Si -disse il vecchietto- sono stato monaco per quasi ottant’anni, qui sul Monte Athos, senza mai uscire dal Monastero… prima di morire vorrei vedere una donna… non mi ricordo neanche più come son fatte… E poi ho sentito dire che hanno inventato il treno… e io non l’ho mai visto… vorrei vedere o un treno o una donna…" I monaci si pentirono di aver proposto questa cosa del desiderio ma ormai la frittata era fatta: le donne sul Monte Athos non possono assolutamente salire… quanto al treno…! I monaci si guardarono tra loro: senza parlare ognuno espresse il proprio pensiero: avrebbero –per amore al vegliardo morente- infranto l’antica e ferrea regola sul divieto di accesso alle donne. Un laico, incaricato per i rifornimenti del monastero era sposato… L’uomo restò molto sorpreso per la richiesta dei monaci ma accondiscese. Arrivata la sera entrò con la moglie nella cesta che faceva da monta carichi e fu tirato su dai monaci fin dentro il Monastero. A dire il vero la donna non era gran che, anzi, era proprio brutta... L’accompagnarono fin dal vecchio monaco morente. Il vegliardo era con gli occhi chiusi, rannicchiato su un fianco, sotto le coperte. "Abba, abbiamo deciso di accondiscendere al tuo desiderio e ti abbiamo portato ciò che hai chiesto…". Il vecchio monaco con la sua mano pelle e ossa, scostò dal viso la coperta, riuscì con fatica ad aprire un solo occhio, aggrottò per un attimo le sopracciglia, storse il naso e con un sospiro esclamò: "Ti ringrazio, Signore, per avermi concesso di vedere un treno…". Perché ti ho raccontato questa storia? Perché oggi riflettevo su come, ogni tanto, qualcuno da qualche parte vede "qualcosa". Una donna tempo fa mi stressava con la fotografia di una macchia sopra un muro che "era l’immagine di Padre Pio". Io vedevo solo la macchia, lei anche Padre Pio. In un’altra foto in mezzo a una nuvola si vedeva la Madonna… Queste cose mi mettono in imbarazzo e un po’ anche mi deprimono; è come se l’incertezza del nostro tempo la volessimo colmata dalla rassicurante visione di grandi protettori. Come se la realtà della fede dovesse risolversi in fenomeni soprannaturali. Non nego che la Madonna possa apparire: è accaduto in passato e la Chiesa -dopo attenta analisi delle testimonianze- ha confermato e ne ha autorizzato la partecipazione ed il culto, ma questo –appunto- sempre DOPO attento discernimento. Perché la fede, la Madonna, Padre Pio ecc… sono realtà troppo serie perché noi si vada dietro a facili entusiasmi che rischiano di sortire l’effetto contrario: il ridicolo, la beffa, la credulità patologica. Il vecchio monaco desiderava vedere una donna o un treno. Vide una donna. La scambiò per un treno…
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