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Qualcuno...
Scritto da Francesco Murana   
domenica 08 novembre 2009

 

Qualcuno va in Chiesa perché gli hanno detto di andarci.

Qualcuno va in Chiesa perché, Dio e tutti i Santi, è meglio tenerseli buoni.

Qualcuno va in Chiesa perché gli affari gli vanno male.

Qualcuno va in Chiesa perché in televisione a quell’ora fanno solo fesserie.

Qualcuno va in Chiesa perché… se no dove va?

Qualcuno va in Chiesa perché è riuscito a ritagliarsi uno spazio di visibilità.

Qualcuno va in Chiesa perché oggi gli interessa il nome del morto.

Qualcuno va in Chiesa perché anche se il morto non gli interessa, gli altri guardano se c’è.

Qualcuno va in Chiesa perché gli piace il prete.

Qualcuno va in Chiesa nonostante il prete.

Qualcuno va in Chiesa perché "eravamo democristiani"

Qualcuno va in Chiesa perché ha paura.

Qualcuno va in Chiesa perché così le vedono il vestito nuovo.

Qualcuno va in Chiesa perché, finché ne ha voglia, suona l’organo.

Qualcuno va in Chiesa perché così canta.

Qualcuno va in Chiesa perché l’ambiente che frequenta esige che si vada in Chiesa.

Qualcuno va in Chiesa perché "è giusto".

Qualcuno va in Chiesa perché "è la festa" del Santo che gli interessa.

Qualcuno va in Chiesa perché se no il prete non gli fa fare la Cresima.

Qualcuno va in Chiesa perché si deve candidare nel centro destra.

Qualcuno va in Chiesa perché si deve candidare nel centro sinistra.

Qualcuno va in Chiesa perché si deve candidare e basta.

Qualcuno va in Chiesa per abitudine ma non vede l’ora che la Messa finisca.

Qualcuno va in Chiesa perché se non va è peccato.

Qualcuno va in Chiesa perché… non lo sa.

Qualcuno va in Chiesa perché se no "non gli sembra domenica".

Qualcuno va in Chiesa… ma in ritardo; così finisce prima.

 

Qualcuno va in Chiesa perché un giorno gli è successa una cosa strana: si è fermato ed ha guardato il Crocifisso: Quel corpo, le gambe arrese nello sfinimento, il torace schiacciato dal non respiro, le braccia dilatate dal peso e quei chiodi che – implacabili- fanno il loro mestiere e tengono fermo tutto questo…

Qualcuno va in Chiesa perché è riuscito a guardare in faccia quel Crocifisso e da quel momento nulla è rimasto come prima e tutto si è spostato sotto una luce diversa… e la cosa ancora più spaventosa e sconvolgente è sapere che, per Lui, stare su quella croce, è stato - ed È - il segno di un dono di sé totale e definitivo.

Qualcuno va in Chiesa perché in questo Amore - manifestato nel Crocifisso- sa che il Perdono ha lì la sua sede e –volendo Rendere Grazie- partecipa all’Eucaristia.

Qualcuno che non è capace neanche di essere storto come negli esempi che ho fatto, è così a digiuno dei contenuti e dei significati del Crocifisso che lo vorrebbe rimosso…

Qualcuno crede che il Crocifisso sia un fatto legato ad un’ideologia. Pensare questo è ideologia…

(Liberamente ispirato a "Qualcuno era…" di Giorgio Gaber).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 08 novembre 2009 )
 
Non peccare più
Scritto da Francesco Murana   
venerdì 30 ottobre 2009
"Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel Tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici? ". Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.

Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? ". Ed essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch’io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più". ".

Oggi, caro diario, desidero iniziare con questa citazione del Vangelo di Giovanni perché ho bisogno di una luce per affrontare tutto ciò che ci accade intorno e che ha il potere di trasformarci, di frastornarci, di accecare il nostro modo di guardare le cose, compresi i peccati degli uomini e le storture di questo mondo.

Le storture dell’Italia in cui stiamo vivendo.

Nel medioevo, in alcune zone dell’Europa esisteva come pena la DERISIONE, cioè la distruzione dell’immagine pubblica di una persona. Era una pena legata a reati non degni di morte né di detenzione ma meritevoli di punizione.

Lo strumento di derisione-distruzione dell’immagine pubblica era la gogna: Il condannato veniva pubblicamente incastrato testa e mani tra due legni e lasciato lì: allo sberleffo, alle ridacchiate, agli insulti ed agli sputi dei paesani. Non di rado gli abbassavano i pantaloni e gli cospargevano le natiche di pece con aggiunta finale di penne di gallina. Dopo un trattamento simile vorrei vedere se hai il coraggio di restare in loco…

Ma era il Medioevo…(epoca considerata "buia" da certa intellighenzia di parte): Oggi (visto che il villaggio è globale) la gogna è quella mediatica; quella che si consuma nei telegiornali, nelle trasmissioni, sui giornali. E, le penne, non sono più di gallina ma penne di giornalisti. Mi riferisco ai cosiddetti ultimi scandali, quelli che hanno interessato Boffo (ora ex direttore di "Avvenire") e di Marrazzo (ora ex Governatore della Regione Lazio) messi a disposizione del popolino che può ridacchiare e sputare su di loro e sui loro errori; esattamente come si usava nel "buio" Medioevo.

Non mi piacciono gli sbagli di cui questi due signori sono stati accusati.

Ancor meno però mi piace, anzi, mi fa schifo, come la loro vita, il loro nome e la loro dignità siano stati letteralmente maciullati e, senza possibilità di riscatto, definitivamente bollati e sacrificati sull’altare di schifosissimi giochi di potere.

Oggi, in quest’Italia si gioca al tritacarne… occhio! Perché è un gioco molto pericoloso: Uno che se ne intende ha detto: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra".

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 08 novembre 2009 )
 
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